Le famiglie si trasformano, si allargano, cambiano forma. E quando questo accade, spesso i primi a sentirsi spiazzati sono proprio i nonni. Ti ritrovi improvvisamente ai margini delle decisioni che riguardano quei nipoti che hai visto crescere, magari accudito fin da piccoli. Il tuo ruolo, un tempo chiaro e riconosciuto, adesso sembra sfumato. C’è un nuovo partner nella vita di tuo figlio o tua figlia, ci sono dinamiche diverse, regole che cambiano. E tu, che pensavi di avere voce in capitolo sull’educazione dei tuoi nipoti adolescenti, ti senti escluso. È una sofferenza reale, profonda, che rischia di trasformarsi in conflitto aperto proprio quando questi ragazzi avrebbero più bisogno di stabilità e affetto.
Secondo dati ISTAT del 2022, circa il 27% delle famiglie italiane con figli minori ha attraversato separazioni o divorzi, con un conseguente aumento delle famiglie ricomposte. Questo significa che il fenomeno non riguarda solo te: migliaia di nonni in Italia stanno vivendo la stessa esperienza. Le coppie con figliastri divorziano di più rispetto alle altre, rendendo queste configurazioni familiari particolarmente fragili e bisognose di equilibrio.
Perché tutto diventa più complicato nelle famiglie allargate
Quando una famiglia si ricompone, le figure educative si moltiplicano. E con loro si moltiplicano anche gli approcci, i valori, le regole. Il nuovo compagno o la nuova compagna porta con sé un proprio bagaglio educativo, magari figli da relazioni precedenti, abitudini diverse. Tu, che per anni hai rappresentato un punto di riferimento stabile, ti ritrovi a dover fare i conti con decisioni prese da persone che fino a poco tempo fa non facevano nemmeno parte della tua vita.
È facile sentirsi usurpati nel proprio ruolo. Quella sensazione di essere stati sostituiti, messi da parte, può far male. E la situazione si complica ulteriormente quando l’adolescente stesso, magari inconsapevolmente, sfrutta queste divergenze tra adulti per ottenere quello che vuole. I ragazzi sono intelligenti, sanno individuare le crepe nel sistema e utilizzarle a proprio vantaggio.
L’alleanza segreta che fa più male che bene
Quando ti senti escluso, la tentazione è forte: creare una complicità speciale con tuo nipote. “Tua madre esagera”, “Con me puoi fare quello che a casa non ti permettono”, “Non dirgli che ti ho dato i soldi per uscire”. Sembrano gesti d’amore, modi per mantenere vivo il legame. In realtà stai minando l’autorevolezza genitoriale e confondendo ancora di più un ragazzo che sta già attraversando una fase complicatissima della sua vita.
Gli studi di psicologia familiare sono chiari su questo punto: le triangolazioni, cioè quelle alleanze che escludono altri membri della famiglia, sono particolarmente dannose durante l’adolescenza. I ragazzi hanno bisogno di confini chiari e coerenti da parte di tutti gli adulti di riferimento. Quando questi confini diventano contraddittori, quando ogni adulto dice una cosa diversa, l’adolescente si perde.
Come ritrovare il tuo spazio senza dichiarare guerra
Accettare che la gerarchia è cambiata
So che è difficile da digerire, ma il primo passo è riconoscere che la responsabilità educativa primaria spetta ai genitori. Anche quando le loro scelte ti sembrano sbagliate, anche quando vorresti intervenire. Questo non significa annullarti o diventare invisibile: significa riposizionarti. Il tuo ruolo non è quello di decidere le regole principali, ma di essere quella presenza diversa e complementare che gli adolescenti cercano disperatamente.
Puoi essere meno normativo, più accogliente. Quella figura che ascolta senza giudicare immediatamente, che offre un punto di vista diverso senza imporre. Nelle famiglie allargate, dove le tensioni tra adulti rischiano di soffocare i ragazzi, questo ruolo cuscinetto è preziosissimo.
Parlare direttamente con i genitori
Invece di lamentarti con i nipoti o di criticare alle spalle, prova a stabilire un dialogo diretto con tuo figlio o tua figlia. Scegli un momento tranquillo, lontano da situazioni di conflitto. E poi esprimi come ti senti davvero: “Mi sento escluso dalle decisioni su Marco e questo mi fa soffrire” funziona molto meglio di “Non mi dici mai niente, decidi tutto con lei”.

Concentrati sui tuoi sentimenti invece che sulle accuse. È quello che gli esperti chiamano comunicazione assertiva, e funziona perché apre spazi di comprensione invece di creare muri difensivi. I nonni co-responsabili della cura dei bambini sanno che la collaborazione con i genitori è fondamentale per il benessere emotivo dei più piccoli.
Tendere la mano ai nuovi partner
Lo so, non è facile. Ma investire nella relazione con il nuovo compagno o la nuova compagna di tuo figlio o tua figlia può cambiare tutto. Piccoli gesti fanno la differenza: riconoscere il loro ruolo, chiedere sinceramente il loro punto di vista sull’educazione dei ragazzi, mostrare disponibilità a conoscerli davvero.
Anche loro si trovano in una posizione delicata. Spesso hanno paura di essere percepiti come intrusi o sostituti. Un nonno che tende la mano può facilitare enormemente l’integrazione familiare e creare un clima più sereno per tutti, nipoti compresi.
Quando serve un aiuto professionale
Se i conflitti si cristallizzano e la sofferenza diventa insostenibile, non vergognarti di chiedere aiuto. La mediazione familiare può fare miracoli. Professionisti specializzati in dinamiche familiari complesse aiutano a facilitare la comunicazione tra le parti, a trovare accordi educativi condivisi che rispettino il benessere dell’adolescente e le esigenze di tutti gli adulti coinvolti. I consultori familiari pubblici e diverse associazioni offrono servizi accessibili su tutto il territorio nazionale.
Il tuo valore non è diminuito, è cambiato
Le ricerche confermano che gli adolescenti con legami solidi con i nonni mostrano maggiore resilienza, migliore autostima e minori comportamenti a rischio. Studi recenti evidenziano come questa relazione intergenerazionale produca effetti positivi sullo sviluppo emotivo dei ragazzi. Il tuo ruolo rimane fondamentale, a patto di saperlo calibrare rispetto alla nuova configurazione familiare.
Puoi diventare quella figura che ascolta senza educare immediatamente, che offre prospettiva storica sulla famiglia, che testimonia continuità affettiva nonostante i cambiamenti. Gli adolescenti, pur non dimostrandolo apertamente, hanno un bisogno vitale di questa presenza stabile.
Costruire momenti esclusivi con i nipoti
Invece di concentrarti sulle decisioni quotidiane gestite dai genitori, prova a costruire rituali e momenti esclusivi con i tuoi nipoti adolescenti. Attività basate su interessi comuni, gite periodiche, tradizioni familiari che prescindono dai conflitti educativi del momento. Una pizza insieme una volta al mese, una passeggiata, un hobby condiviso.
Questi spazi relazionali autonomi, concordati con i genitori ma vissuti in modo indipendente, ti restituiscono un ruolo significativo senza entrare in competizione con le altre figure educative. E creano ricordi preziosi che i tuoi nipoti porteranno con sé per sempre.
La famiglia allargata non è una minaccia al vostro legame. Richiede flessibilità e la capacità di ripensare modalità relazionali che davate per scontate. Trasformare la sofferenza dell’esclusione in opportunità per costruire un ruolo rinnovato significa offrire agli adolescenti ciò di cui hanno davvero bisogno: adulti capaci di collaborare, nonostante le differenze, per il loro benessere. E questo, alla fine, è l’unica cosa che conta davvero.
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